Dalle Alpi Occidentali gennaio 2016

“Ciao, la cassa antirepressione delle alpi occidentali ha prodotto i seguenti
materiali (Manifestino, 2 cartoline e un segnalibro) pensando possano essere utili per la campagna. Materiale da lasciare nelle librerie, circoli, sedi, biblioteche ecc. che aderiscono alla campagna per dare visibilità alla campagna stessa. I materiali possono essere richiesti ai nostri recapiti.” (cassantirepalpi@autistici.org)

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Diffondiamo l’appello del Soccorso Rosso Internazionale (SRI) nell’ambito della campagna SRI contro il 41-bis.

Contro il 41-bis! Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri!

In Italia, dal 2005, tre rivoluzionari prigionieri, militanti delle BR-PCC, sono continuativamente sottoposti al regime di isolamento previsto dall’art. 41-bis dell’ordinamento penitenziario. Questo regime consiste in:

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Contributo dell’Assemblea di lotta “Uniti contro la repressione”

alla campagna “Pagine contro la tortura”, per rilanciare e rafforzare la lotta contro la tortura dell’isolamento imposta dall’articolo 41bis dell’ordinamento penitenziario.

Come Assemblea di lotta “Uniti contro la repressione”, abbiamo aderito alla campagna “pagine contro la tortura”, volta a denunciare e contrastare le recenti censure in tema di libri imposte ai prigionieri sottoposti al regime del 41bis o.p. (ordinamento penitenziario).

Con questo scritto vogliamo contribuire al dibattito e allo sviluppo di una mobilitazione concreta e ampia che sappia coniugare le iniziative contro il 41bis e la logica della differenziazione con la più generale lotta di classe al cui interno vive quella contro il carcere e la repressione. Continue reading Contributo dell’Assemblea di lotta “Uniti contro la repressione”

Scritto di Valerio dal carcere di Terni per la conoscenza del “regime” 41bis

Amici miei,
io non ho esperienza diretta del 41bis ma sono stato sottoposto ad un regime simile chiamato 14bis.
Questo, similmente al 41bis inasprisce il trattamento carcerario limitando al minimo le libertà individuali che vengono oppresse con un controllo continuo ed asfissiante da parte del carcere. Entrambi sono figli di una psicologia repressiva militare ripresa e riammodernata a seconda delle esigenze storico politiche.
Sulla carta il 41bis è volto a impedire il perdurare di legami e collegamenti con l’ “associazione mafiosa” o “terroristica” di cui il detenuto è parte o leader; così nello specifico viene adottato nei confronti di elementi considerati “di spicco” all’interno di un “gruppo criminale”, individui capaci di mantenere una “leadership” e quindi di impartire ordini per il “perseguimento di obiettivi criminali”. E come si esplica nella pratica questo trattamento speciale?
Il detenuto è allocato in sezioni apposite con un limitato numero di detenuti, ognuno ospitato in una cella singola. L’arredamento interno è ridotto al minimo, gli armadietti, per lo più sono privi di ante, possono contenere solo “stretto necessario”, un indispensabile che può essere “contenuto” (non ampliato) a seconda del volere del carceriere e della direzione. Il fornelletto è consentito solo per scaldare le vivande; il detenuto non può cucinare per sé autonomamente come nelle sezioni AS, anche per questo gli alimenti acquistabili del sopravvitto sono limitati.
E’ una tattica subdola per aumentare esponenzialmente la dipendenza del detenuto all’istituto: dipendenza significa schiavitù/sottomissione e la sottomissione è uno dei risultati che l’amministrazione penitenziaria si pone. Continue reading Scritto di Valerio dal carcere di Terni per la conoscenza del “regime” 41bis

41bis: la morte in vita

Sante Notarnicola *

[Nell’ambito di un ricordo collettivo di Bianca Guidetti Serra – tenutosi il 16 maggio 2015 al Vag61 di Bologna – si è voluto riattualizzare all’oggi il senso del suo impegno contro le istituzioni totali e la pena dell’ergastolo. Quello che segue è l’intervento di Sante Notarnicola, contro la morte in vita del 41bis.]

Anche nel movimento esistono perplessità e ambiguità nel credere che il 41bis sia solo affare per mafiosi…non è così!

Vi sono già tre compagni in regime di 41bis (erano 4, una si è impiccata). E ancora i 4 compagni NoTav di Torino: alcuni di loro hanno subito un trattamento da 41bis in stato di isolamento. E probabilmente lo hanno evitato nella piena applicazione, solo perché i tempi non sono ancora maturi per alzare il livello della repressione. Del resto è sufficiente la “finalità terroristica” di un reato per essere meritevoli del 41bis e di questi tempi non risulta difficile attribuire tale finalità a consuete pratiche politiche nell’ambito del conflitto sociale e di classe. Continue reading 41bis: la morte in vita